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venerdì 25 giugno 2010

posteggio clandestino

Una domanda. Se uno può spendere decine di migliaio di euro per una macchina, come è possibile che non abbia un euro per parcheggiarla nel posteggio sotterraneo di Piazza Vittorio e la debba lasciare in mezzo alla piazza?
Sarà che non possiedo una macchina e che quindi non mi rovino mai le serate per cercare posteggio, ma penso che chi parcheggia sui marciapiedi è il più incivile dei cittadini. In particolare nelle zone piene di locali che la sera su quei marciapiedi dovrebbero accogliere i fumatori tra una birra e l’altra. A Torino la zona peggiore è quella dei Murazzi dal giovedì alla domenica un serpentone di auto si posteggia sugli ampi marciapiedi da Corso San Maurizio fino al a Corso Vittorio Emanuele II. Esattamente tutta la strada che io percorro per andare da casa fino al parco del Valentino, la mia metà prediletta per le serate estive.
Nel corso del tempo ho reagito in modi diversi a questa invasione di posteggi abusivi, qualche volta me ne lamento, altre cerco di spiegare a chi posteggia quanto sia incivile, una sera in preda a fumi dell’alcol ho fatto saltare un paio di specchietti, seguendo il principio che ho importato da oltralpe. Sabato scorso dopo l’ennesimo zig-zag tra le vetture posteggiate vedo un nutrito gruppo agenti dalle divise più diverse: 5 o 6 vigili, 2 carabinieri e 2 alpini. Stavano chiacchierando davanti alla discesa per scendere ai Murazzi.
Mi avvicino e chiedo di parlare con un vigile, il più alto in grado si rende immediatamente disponibile e gli domando il perché non passino a fare un po’ di multe a tutte queste auto parcheggiate in mezzo alle palle. Il vigile inizia col dirmi che è meglio che io gli lasci fare il suo mestiere e che io mi faccia il mio. Invito a nozze: “Sono un giornalista e di mestiere controllo che lei faccia il suo!”.
La conversazione cambia tono, il Commissario, così si fa riconoscere, mi racconta che ci sono degli agenti in borghese che passano e con una videocamera fanno multe a strascico a tutti quelli parcheggiati male. Bah, mica mi convince! Ho cercato di informarmi in questi giorni per verificare questa notizia, ma con poca fortuna. Unica notizia sicura sulle multe a strascico è l’entrata in servizio di un paio di unità a Milano che sanzionano il parcheggio in doppia fila.
Comunque se non sono lì per fare delle multe e nemmeno per fare il palloncino, domando come mai sono in 10 persone, con dieci pistole, davanti all’ingresso della movida torinese. Il Commissario risponde che sono lì per controllare i documenti agli extracomunitari: “Perché se no, sa quanti ne scendono! Dobbiamo controllare i documenti.”
Insomma a Torino per scelta del comandante i vigili invece di occuparsi del decoro urbano e della viabilità delle strade, vanno in cerca di stranieri. Le ronde non sono funzionate, ma tanto il Chiamparino ci mette i vigili a fare i vigilantes.

lunedì 10 maggio 2010

pedali per l'auto

Nei suoi ultimi anni di rinnovamento urbanistico Torino ha deciso di regalare ai pedoni la centralissima via Lagrange. Niente più macchine e decine di vetrine agghindate per attirare i cittadini a passeggio. Per me ciclista, la via pedonale è una risorsa incredibile, particolarmente nei momenti meno trafficati: ore pasti e notturne.
La domenica a mezzogiorno con la via pedonale completamente sgombra e con un treno da prendere in pochi minuti, mi sono messo a pedalare di buona lena, forse troppa. Ad uno dei diversi attraversamenti carrai spunta il muso di una macchina di un vigilantes. Rallento e schivo. Il carissimo vigilantes si sente in necessità di strombazzare con veemenza. Mi fermo e gli faccio notare che le macchine dovrebbero dar precedenza a pedoni e ciclisti, ed evitare di spaventarmi suonando senza ragione. Il finestrino di abbassa e con indice puntato la guardia urla: “Se ti prendevo mi pagavi pure i danni”. Beh io gli ho risposto, lui è sceso con entrambe le mani già sulla cintura, alla quale era attaccata una bella pistola. Mi sono detto che se non ero morto investito, non valeva la pena di prendersi una pistolettata per far capire al mio caro vigilantes che, almeno in centro città, le auto dovrebbero viaggiare facendo attenzione a chi auto non è.
Questa storia mi frulla in testa tutta la giornata e stasera mi siedo e guardo con piacere Report, che parla appunto dell’Italia come il secondo paese più motorizzato al mondo, primi gli Usa. Nel Belpaese ci sono 6 macchine per ogni dieci abitanti del danno che fanno, la giornalista fa luce su quanto le auto pesano sull’economia e sul tempo che ci fanno perdere. Sentendo queste notizie mi guardo con la mia compagna e mi sento fiero delle nostre biciclette e dei nostri viaggi in treno.
A metà dell’inchiesta Report si ferma per la pubblicità. 10 spot in questo ordine: scarpe, auto, caffè, auto, alimentari, auto, medicinali per cani, telefonia e poi due spot su programmi che andranno in onda nei prossimi giorni. Insomma a metà di un’inchiesta denuncia contro le automobili e la schiavitù che creano, la Rai non ha potuto fare a meno di mantenere i telespettatori legati alla realtà ricordandogli che bisogna cambiare la macchina al più presto per non perdere gli incentivi. Io invece continuo a sognare e a pedalare.

martedì 9 febbraio 2010

Sosta ciclabile

Sopporto poco, se sono in giro sopporto ancor meno e se sono in giro in bici non sopporto le macchine e il poco rispetto degli automobilisti nei confronti dei ciclisti. Torino è una città fatta a immagine e somiglianza dei suoi padroni; gli Agnelli, che della macchina hanno fatto il riferimento di sviluppo di tutta la viabilità e l'urbanistica. Le piste ciclabili in città sono poche e sovente scomode. Sono molto pubblicizzate, ma poco curate e inutili per gli spostamenti in centro.

Una delle poche piste ciclabili istituita in una zona strategica è quella che passa da via Verdi, vicino alla zona universitaria. Infatti tutti questi studenti squattrinati e sfigati possono andare fino in piazza Castello senza dover rischiare la vita su via Po e senza rischiare di uccidere qualcuno sotto i portici. Ma qui la giunta comunale, o il consiglio non so a chi darne il merito, si è superato: ha disegnato le strisce della pista ciclabile da piazza Castello fin quasi in via Rossini, dove una pizzeria si è impossessata di un bel pezzo di marciapiede e pista per installarci il dehors. Sono sicuro che in comune non usano molto le bici e quindi si sono basati per la concessione di quel dehors sul film ET, dove a un certo punto le bici iniziano a volare. A questo aggiungiamo che qualche decina di metri prima c'è l'ingresso del rettorato dell'università, dove c'è sempre qualche veicolo in sosta. Mi è capitato di provare a spiegare qualche autista che quella è una pista ciclabile e non un parcheggio, ma la risposta è sempre del tipo "Io lavoro per il comune. Se vuoi chiama i vigili". Purtroppo non ho sempre tempo di fermarmi e aspettare la municipale, ma il tempo per una foto lo trovo sempre, nel post trovate quelle che ho fatto oggi.
Quest'estate un amico francese di Lille, dove le bici sono quasi una cosa seria, mi raccontava che quando era giovane e aitante, gli è capitato più volte, che per un riflesso incondizionato, gli si staccasse il piede dal pedale vicino a una macchina parcheggiata su una pista ciclabile e che come per magia saltasse lo specchietto. Mi diceva che con i sensi di colpa passava più volte a controllare se la macchina si fosse parcheggiata nuovamente sulla zona riservata alle bici, per ripagare il danno, ma la macchina che aveva perso lo specchietto aveva perso anche l’uso di parcheggiarsi sulla pista ciclabile. Usanze da importare.